Laura Solera Mantegazza

Laura Solera Mantegazza è l'ideatrice e la fondatrice del Pio Istituto di Maternità. Nata a Milano il 15 Gennaio 1813 da Cristoforo Solera e Giuseppina Landriani, appartiene all'agiata borghesia milanese. Uno dei parenti di Laura, Antonio Solera (padre di Temistocle, librettista di Giuseppe Verdi), sarà accusato di appartenere alla Carboneria e sconterà 20 anni di prigionia allo Spielberg e lo stesso padre di Laura, Cristoforo, sarà costretto a rifugiarsi in Svizzera come esule politico.

Laura frequenta il collegio femminile Coudert, e nel tempo libero educa i figli analfabeti dei suoi domestici, dimostrando molto precocemente la sua passione pedagogica. Nel 1828 muore la madre e Laura, due anni dopo, viene data in sposa a Giovan Battista Mantegazza, figlio del podestà di Monza.

Nel 1831 a Monza nasce il primogenito Paolo, che diventerà uno studioso di fama e senatore del Regno d'Italia, nel 1832 nasce la secondogenita Costanza. Nel 1837 la famiglia lascia Monza per tornare a Milano, dove nasce il terzogenito, Emilio. Gli anni trascorrono nell'accudimento dei figli. Con lo scoppio delle Cinque Giornate Laura e il primogenito Paolo rimangono a Milano, adoperandosi attivamente per la causa italiana, ma con il ritorno degli austriaci nell'Agosto del 1848 Laura e Paolo raggiungono il resto della famiglia a Canneto, in una villa di proprietà sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Qui Laura si prodigherà nell'aiuto ai soldati e agli esuli, mentre il marito Giovan Battista è a Roma a combattere per la Repubblica Romana. Accade però che, sconfitti i repubblicani dai francesi, per salvare Giovan Battista la famiglia Mantegazza accusi Laura di essere stata lei a convincere il marito ad andare a combattere.

Nel 1849, amareggiata e delusa, Laura torna con i figli a Milano e si stabilisce al primo piano di un palazzo in Borgo di Porta Comasina n. 2138, l'attuale Corso Garibaldi 73, all'angolo con la contrada di Santa Cristina. È qui che l'attenzione di Laura viene attirata da quella che forse oggi definiremmo "un'emergenza sociale": il numero crescente di donne che abbandonavano i propri figli per strada, per andare a lavorare nelle fabbriche e nei laboratori. L'incontro con Giuseppe Sacchi, pedagogista, è fondamentale: insieme, i due decidono di aprire quello che potremmo definire il primo asilo nido d'Italia, il Pio Istituto per Lattanti e Slattati. I dieci anni successivi vedono Laura completamente immersa in questo progetto, e nell'aiuto alle donne povere: oltre ad aprire altri ricoveri per bambini, Laura promuove corsi di alfabetizzazione per le madri, e di tagli e cucito per le donne rimaste senza lavoro. Instancabile è la sua attività di raccolta fondi per le Opere Pie: inventa, tra le altre cose, la Fiera di Natale per raccogliere fondi per il Pio Istituto.

Nel 1859, allo scoppio della guerra, la vediamo nuovamente instancabile accanto alle altre patriote milanesi, e con l'amica e collaboratrice Ismenia Sormani inventa e produce le Coccarde tricolori, che vengono cucite dalle donne del Pio Istituto e vendute per 1 lira. Emilio combatte al fianco di Giuseppe Garibaldi e Laura è tra le donne che accorrono a curare il generale, quando questi viene ferito. Negli anni immediatamente successivi Laura prosegue la sua opera di promozione di Ricoveri e dell' Associazione Generale di Mutuo Soccorso per le operaie milanesi, che aveva fondato nel 1862 con Ismenia Sormani. Nel 1870 fonda la scuola professionale femminile, un progetto che accarezzava da tempo.

Nel 1872 Laura, malata, si ritira nella villa sul Lago Maggiore dove muore il 15 Settembre 1873. Le sue operaie decidono di aprire, in sua memoria un quarto ricovero, che verrà inaugurato a Ripa di Porta Ticinese il 15 settembre 1874. Grazie all'opera instancabile di un'altra donna, Ersilia Majno, le ceneri di Laura Solera Mantegazza verranno deposte al Famedio del Cimitero Monumentale nel 1906.