La nostra storia

Il Pio Ricovero per bambini lattanti e slattati venne fondato a Milano il 17 Giugno 1850 da Laura Solera Mantegazza con la collaborazione di Giuseppe Sacchi e Ismenia Sormani Castelli, che continuarono l'opera della Mantegazza dopo la sua morte, e con l'aiuto del parroco di San Simpliciano.
È il primo asilo nido fondato a Milano, e il primo in Italia.
La prima sede di quello che poi diventerà, in pochi anni, il Pio Istituto di Maternità si trovava in Contrada Santa Cristina 2136, oggi Via Solera Mantegazza, una traversa di Corso Garibaldi. L'autorizzazione all'apertura era stata concessa il 23 Maggio dall'I.R. Luogotenenza della Lombardia.
Il tema dell'abbandono dei bambini in quegli anni era di grande attualità: vuoi per il gran numero di bambini, spesso illegittimi, abbandonati alle Ruote degli esposti, vuoi per l'aumento del numero di madri operaie che, per lavorare, abbandonavano i bambini in strada. Il sacerdote Charles-Marie Joseph Fissiaux aveva presentato, al Congresso degli Scienziati di Genova del 1846, l'esperienza delle crèches francesi e da questa esperienza prende forma, grazie alla collaborazione con Giuseppe Sacch, l'intuizione di Laura Solera Mantegazza.
Il Pio Ricovero nasce "allo scopo di agevolare madri povere e oneste che lavorano fuori casa, affinché non siano spinte all'esposizione degli infanti a causa della povertà". Accoglie fino a 100 bambini lattanti e slattati dai 15 giorni ai 2 anni e mezzo, i locali del Pio Istituto erano composti da una grande veranda che dava sul giardino interno, due camerate con un grande letto e una serie di culle, cucina e bagni.
L'iniziativa prevedeva anche elargizioni per le madri che lavoravano a domicilio e quindi potevano tenere i bambini con sé, ma limitatamente alle famiglie che abitavano nelle parrocchie di San Simpliciano, San Marco e del Santa Maria del Carmine. Il contatto diretto con tante madri povere del quartiere spinge Laura ad interessarsi anche della loro formazione e ben presto vengono organizzati negli stessi locali dei corsi di alfabetizzazione e di taglio e cucito.

Il grande successo dell'iniziativa permette di far seguire al primo ricovero un secondo in Borgo Santa Croce nel 1851, in Porta Ticinese, spostatosi poi in Via Sambuco (traversa di Piazza XXIV Maggio) nel 1880. Anche questa struttura accoglie molti bambini, in totale ormai 200. Laura Solera Mantegazza è instancabile nella ricerca dei fondi per le Opere Pie. Inventa, in occasione delle festività natalizie, la Fiera di Natale, un'asta di oggetti donati alla quale vengono invitate ogni anno le più facoltose famiglie milanesi.

Dopo la proclamazione del Regno d'Italia, a seguito di un iter legislativo durato circa una anno e che ha visto coinvolti il Ministero degli Interni, il Consiglio di Stato, la Prefettura di Milano e la Deputazione Provinciale, in data 26 aprile 1866 il Pio istituto ottiene, con regio decreto a firma del Re Vittorio Emanuele II, l'erezione a corpo morale.

Nel 1868, per decreto imperiale e a spese dello Stato, venne edificata la " Pia Casa degli esposti e delle partorienti" nell'ex monastero di Santa Caterina lungo il naviglio di fronte alla Ca' Granda, probabilmente in Via della Signora: la Ruota degli esposti viene abolita, e il clima culturale nei confronti dell'apertura dei Ricoveri è sicuramente molto diverso rispetto alle forti resistenze incontrate agli inizi.

In seguito alla morte di Laura Solera Mantegazza le operaie dell'Associazione Generale di Mutuo Soccorso, da lei fondata nel 1862, decidono di aprire un quarto ricovero, che viene inaugurato nel primo anniversario della morte, il 15 Settembre 1874, a Ripa di Porta Ticinese.

Nel 1885 un generoso lascito dell'avvocato Salvatore Fogliani permette all'Opera Pia di edificare ex novo un ennesimo ricovero "secondo la più scrupolosa applicazione di sana igiene e sulla esperienza fatta in quasi sette lustri di vita dell'istituzione in locali d'affitto che, per quanto ordinati e adattati allo scopo speciale al quale dovevano servire, sempre presentavano inconvenienti e disagi spesso incorreggibili ed irrimediabili."

Da allora la vita dell'Istituto ha conosciuto alterne vicende: dall'apertura di un asilo in via Tibaldi e in Corso di Porta Vigentina a Milano nel 1942 all'incendio del 1943 che arrecò a quest'ultimo ingenti danni; dalla inaugurazione di altri asili a Tremezzo (Como), Borgo Lombardo e San Giuliano (Milano) ai riconoscimenti dell'operato dei benefattori e delle patronesse dell'Istituto da parte delle pubbliche autorità, mentre in seguito si darà luogo all'acquisto di terreni e fabbricati per la costruzione dell'asilo di Limbiate.

Di questi asili, oggi rimane al PIM solo quello di Limbiate e un edificio a San Giuliano Milanese.